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Ogni epoca guarda indietro: la nostalgia

Aggiornamento: 17 giu

Come la dolcezza del passato può diventare una trappola.


Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di nostalgia per gli anni Ottanta. Musica, moda, serie televisive, persino la pubblicità sembrano volerci riportare in quel decennio colorato e rumoroso.


È un fenomeno comprensibile, forse inevitabile, ma vale la pena chiedersi: questa nostalgia ci fa davvero bene? O rischia di diventare un'altra forma di addormentamento?


La risposta, purtroppo, è spesso la seconda.

Attraverso la nostalgia ci rifugiamo ciecamente in un ricordo, a volte irreale, e dimentichiamo il presente dove possiamo ancora agire.

La nostalgia è una forma di malinconia camuffata da calore. Ci avvolge, ci culla, ci convince che un tempo le cose fossero migliori. Ma così facendo, ci toglie qualcosa di prezioso: la presenza. Ci allontana dal radicamento nel qui e ora, offuscando quella piena consapevolezza di sé che è, inutile negarlo, l'unica cosa che ci salva dall'oblio.


C'è però un'alternativa alla nostalgia, ed è il ricordo.

Rimembrare, nel senso più profondo del termine, significa richiamare il passato con intenzione e lucidità, senza negargli la sua bellezza, ma senza lasciarsi ingannare da essa.

Vuol dire riconoscere che quei momenti esistono nella memoria, non nel tempo reale; che sono già stati, e che non torneranno.


E proprio questa consapevolezza, tutt'altro che triste, può diventare un motore: ci spinge a costruire nuovi momenti, forse ancora più ricchi di quelli che ricordiamo.

Vale la pena fare una piccola esperienza mentale: se potessimo tornare davvero indietro nel tempo, scopriremmo che i nostri ricordi sono molto meno precisi di quanto crediamo.


La felicità che rimembriamo è spesso una chimera, ricostruita, idealizzata, ripulita da tutto ciò che all'epoca ci pesava. Non è un difetto della memoria: è la sua natura. Ma è esattamente per questo che inseguire il passato è, in ultima istanza, inseguire qualcosa che non è mai esistito del tutto.


foto dal film Midnight in Paris di Woody Allen

Il film Midnight in Paris di Woody Allen esplora questa stessa illusione con grazia e ironia: il protagonista insegue un'epoca d'oro immaginaria, finché non scopre che ogni epoca guarda con nostalgia a quella precedente. Un film che fa ridere e riflettere allo stesso tempo.


La vera pratica, allora, non è sopprimere i ricordi, sarebbe impossibile e inutile, ma imparare a tenerli nella giusta distanza.

Ringraziarli per ciò che ci hanno dato, e poi tornare qui: a questo momento, a questa giornata, a questa vita che ancora si sta svolgendo.


Perché il presente, per quanto imperfetto, è l'unico posto in cui possiamo davvero fare qualcosa.


Rimanete radicati nel qui e ora. È l'unica cosa che ci salva dall'oblio della finta malinconia.

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