Chi sono veramente oltre i miei ruoli?

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Chi sono veramente oltre i miei ruoli?
Mamma di… Professionista. Figlia. Compagna. Moglie.
Oggi, addirittura, anche il nostro animale domestico può diventare parte di ciò che ci identifica.
Ma chi siamo veramente, oltre i nostri ruoli?
Prova a portare attenzione alla tua giornata e chiediti quanto spazio occupano i ruoli che ricopri. Quanto della tua vita è dedicato a essere madre, partner, figlia, professionista, amica, persona che si prende cura degli altri?
Facciamo un esempio.
Immaginiamo Elena, 52 anni, mamma di due figli adolescenti, che sta vivendo il periodo della menopausa. È sposata con Aldo, 54 anni, idraulico, e lavora nel panificio aperto dal padre.
Dentro quel panificio ci sono ancora, in qualche modo, anche suo padre e sua madre: la sua storia familiare, le aspettative, le abitudini e il modo in cui ha imparato a stare nel mondo.
La giornata di Elena
Immaginiamo la sua vita quotidiana.
Quando si alza, tira fuori dal freezer il cibo che ha preparato nel giorno di riposo, si prepara ed esce.
Gli altri si alzano dopo.
Il marito accompagna i ragazzi a scuola e lei va a riprenderli. Fuori dalla scuola chiacchiera con le altre mamme dei figli.
Quando torna a casa, con il marito si parla dei ragazzi, del lavoro, dei problemi da risolvere e, ogni tanto, di qualcosa che è successo.
Poi un film in televisione.
Nel frattempo ci sono la spesa, la casa da sistemare, le varie problematiche da risolvere e i genitori da accompagnare alle visite quando qualcosa non va.
Del cane e dei figli spesso si occupa Aldo.
Quando si cena con gli amici, i discorsi ricadono sulle situazioni familiari dell’uno e dell’altro. Gli uomini parlano di calcio, poi, ogni tanto, la discussione si sposta sulla politica.
Una vita piena.
Una vita normale.
Una vita fatta di responsabilità, persone da accudire, problemi da risolvere e ruoli da ricoprire.
Ma...
Dov’è Elena in tutto questo?
Chi è Elena?
È una domanda che, negli ultimi anni, sempre più persone arrivano a porsi.
Chi sono veramente?
Cosa voglio?
Cosa mi piace?
Quali sono i miei desideri?
E soprattutto: quanto delle scelte che ho fatto nella mia vita appartiene davvero a me?
Quando il ruolo diventa identità
La società ci spinge spesso a essere il più funzionali possibile.
Ci insegna a fare bene ciò che dobbiamo fare, a raggiungere obiettivi, a ricoprire al meglio i nostri ruoli.
Molto meno spesso ci insegna a fermarci e chiederci:
Chi sono io, oltre a quello che faccio?
I social hanno spostato ulteriormente la questione, perché oggi anche il nostro ruolo può diventare virtuale: l'immagine che mostriamo, quello che raccontiamo, ciò che gli altri vedono di noi.
Il problema, però, rimane lo stesso.
Chi sei dietro ai tuoi ruoli?
E soprattutto: le scelte che hai fatto e quelle che fai oggi sono dettate da ciò che sei veramente oppure dalle aspettative legate ai ruoli che ricopri?
La crisi di mezza età: un momento di trasformazione
Questa domanda può emergere con particolare forza durante quella che chiamiamo crisi di mezza età.
A volte arriva attraverso un malessere interiore difficile da spiegare.
Altre volte arriva dopo una separazione, una perdita, un cambiamento, un trauma o una rottura degli equilibri che avevano sostenuto la nostra vita fino a quel momento.
In entrambi i casi può diventare uno snodo importante.
Può essere il momento in cui iniziamo a mettere in discussione alcune regole, aspettative e identificazioni che abbiamo ereditato dalla nostra famiglia di origine.
Non significa rinnegare la propria famiglia.
Non significa disonorare le proprie origini.
Significa iniziare, forse per la prima volta, a esprimere pienamente chi siamo.
A riconoscere il nostro potenziale.
A chiederci che cosa vogliamo davvero.
L’uovo energetico
Possiamo immaginare la famiglia di origine come una sorta di uovo energetico.
Un ambiente protettivo fatto di regole, abitudini, valori e identificazioni nei ruoli.
Questa struttura è stata funzionale.
Ci ha protetto e ci ha permesso di raggiungere i primi traguardi dell’età adulta.
Ma cosa succede quando quei traguardi sono stati raggiunti?
Può iniziare a premere da dentro qualcosa che non sappiamo ancora definire.
Un'inquietudine.
Una domanda.
Un desiderio.
La sensazione che qualcosa debba cambiare.
Siamo noi.
Il nostro potenziale che chiede di esprimersi.
L’uovo energetico rappresenta proprio quella zona protettiva che la famiglia di origine ci ha messo a disposizione e che, attraverso regole e identificazioni, ci ha accompagnato nella crescita.
Ma ciò che ci ha protetto all'inizio della nostra vita può, a un certo punto, diventare troppo stretto.
Finché l’uovo rimane chiuso, il potenziale rimane dentro.
Quando il guscio si rompe, si apre uno spazio nuovo: lo spazio dell'individuo che comincia a esprimersi e a crescere.
Chi sei veramente?
Forse questa è una delle domande più importanti che possiamo farci.
Non:
“Che cosa devo fare?”
Ma:
“Chi sono?”
Non:
“Che cosa si aspettano da me?”
Ma:
“Che cosa voglio veramente?”
Non:
“Qual è il ruolo che devo ricoprire?”
Ma:
“Chi sono io quando smetto, per un momento, di essere tutto ciò che gli altri si aspettano da me?”
È da qui che può iniziare un percorso di consapevolezza.
Un percorso per conoscere se stessi oltre i ruoli, riconoscere il proprio potenziale e liberarsi dai meccanismi automatici che ci portano a ripetere schemi che non comprendiamo pienamente.
Il Metodo Nove Talenti
La finalità del Metodo Nove Talenti è proprio quella di accompagnarci alla scoperta di chi siamo oltre i nostri ruoli e di aiutarci a riconoscere e trasformare quei meccanismi automatici che possono tenerci legati a ripetizioni dolorose e a dinamiche familiari non comprese.
Perché forse non devi diventare qualcun altro.
Forse devi semplicemente scoprire chi sei già, oltre tutto ciò che hai imparato a essere.
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